Saturday, May 19, 2007

Antropologando

Rubrica occasionale che esplora i modi, costumi e credenze dei popoli nel mondo.



Buone notizie per la celta sperduta in Padania - ora potrà tranquillamente perdere la sua piccola azzurra carta di soggiorno, ottenuta con tante fatiche dopo una serie di permessi di soggiorno di diverse durate (da 6 mesi a 5 anni, a secondo l'umore del poliziotto quel giorno).

Cito, con soddisfazione, la nuova legislazione (quella vecchia era comunque illegale e costava cifre ogni anno in multe all'UE pagate da voi italiani con le vostre tasse, e vorrei specificare che ogni singolo cittadino italiano che ha sentito i miei racconti, di qualsiasi colore politico, sociale, religioso ecc sia, si è sempre indignato - ritengo la vecchia legislazione e i trattamenti ricevuti, delle aberazioni che non rispecchiano gli italiani):

Per soggiorni superiori a 3 mesi obbligatoria l'iscrizione anagrafica. Dal 1 gennaio 2007, i cittadini europei che vogliono stabilirsi in Italia, o in un altro Stato dell'Unione Europea, non hanno più l'obbligo di chiedere la carta di soggiorno. Dall'11 aprile 2007, entrano in vigore le nuove disposizioni in materia di soggiorno dei cittadini dell'Unione Europea e dei loro familiari contenute nel decreto legislativo 6 febbraio 2007 n. 30 che attua la direttiva europea 2004/38/CE sul "diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri", pubblicato sulla G.U. n. 72 del 27 marzo 2007.

Addio lunghe code alla Questura, con i poliziotti che fanno spintoni ai "negri" e dicono di tutti i colori su di loro perché "non ci capiscono nulla" (come mio amico senegalese, fluente in 5 lingue). Dove l'ultima volta che sono uscita, documenti in mano, due tizi decisamente loschi mi hanno bloccata contro una parete intimandomi di darli i miei documenti che "ci pensavano loro a sistemarmi"; il poliziotto ad UN METRO di distanza con le spalle girate evidentemente riteneva soddisfacente la bustarella della giornata.

Ovviamente il problema della gestione della burocrazia per gli immigrati extracommunitari rimane un incubo per tutti.

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An occasional column which explores the culture, customs, and beliefs of peoples around the world.

Good news for the lost Celt - now she can finally lose her small, pale blue permament permit to stay in Italy, a trophy won after a tiring seried of temporary permits with various time limits (from 6 months to 5 years, depending on how the police officer felt at that moment).

With great satisfaction I quote the new legislation (the old stuff was illegal anyway, and cost heaps of money in fines to the EU, paid obviously by Italian taxpayers - and while we're at it, I'd like to say that every single Italian I have spoken about this to, of whatever political, social or religious bent, has always been horrified; the previous legislation does not reflect the ideas of the Italians I know):

For stays over 3 months in length, it is obligatory to register at the Anagrafe. From 1st January, 2007, European citizens wishing to settle in Italy or in another Member State of the UE, are no longer obliged to request a permit to stay. From 11th April 2007, new decrees will be in place regarding stays by European citizens and their families as specified in Decree no.30 of 6th February 2007 which validates the European Directive 2004/38/CE on "the right of European citizens and their families to circulate and stay freely in the territories of Member States" published U.G no.72, 27th March, 2007.

Farewell interminable queues at the Questura, with the police pushing the "niggers" around, and saying unutterable things about them since "they don't understand anything anyway" (just like my friend from Senegal, who is fluent in % languages). That lovely place where the last time I stepped out of it, clutching my papers, two decidedly dodgy blokes got me blocked against a wall, asked me for my documents and told me to hand them over because "they'd take care of me". The policeman ONE METRE away with his back turned evidently felt he'd been tipped adequately that day.

The problem of how to deal with the bureaucracy for non EU citizens remains a nightmare for all concerned.

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2 Comments:

At 10:58 AM , Blogger Antonio from Italy said...

Non sapevo che i cittadini comunitari dovessero sottostare a questa trafila burocratica. Ero convinto che i cittadini comunitari avessero libertà di circolazione e soprattutto di soggiorno!
Buon per te!!!

 
At 11:02 PM , Blogger Bhuidhe said...

Quasi quasi faccio una festa! Ma la carta di soggiorno lo stesso me la tengo nella cassaforte - non si sa mai!!

 

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