Monday, February 12, 2007

Commento?

In un'altro blog si legge un dibattito: commenti sì o no? Come? Cosa?
Mi pare assurdo.
Credo che la maggior parte dei bloggers vedendo una serie di 10 posts senza commenti lascierebbero perdere. Che senso ha guardare girare il contatore? Chi legge qui e mi lascia un commento mi fa un favore. Che senso ha urlare nel buio se nessuno mai risponde? Che senso ha accendere un focolaio nel bosco se nessuno ci viene a scaldarsi con te?
Una persona ha paragonato, giustamente secondo me, il commento a una piccola visita, un saluto: risposta: e se vengono a vendere a casa tua e invadere il tuo spazio? Eh??? Non ci siamo. Se commento tuo blog lanciato in Internet non sto buttando giù la porta di casa tua, e se mi vedi così, essendo una persona che odia l'invadenza, è chiaro che non visito più tuo blog.
Chi scrive un blog e lo lancia nello spazio pubblico che è Internet sta cercando un qualche maniera di communicare. O no? Magari soltanto imporrsi. Magari l'interazione, la reazione, non sono considerate?
Se uno mette in piedi un blog e lascia attivo lo spazio per i commenti, accetta che chiunque ha il diritto di passare e lasciare un (educato) commento. Ha il diritto di giudicare i commenti di altri chi ha delle difficoltà nell'accettare i commenti non positivi, anche se intelligenti e espressi educatamente?
Allora può fare diverse cose:
- può attivare la moderazione dei commenti e, come un quotidiano, pubblicare ciò che reputa più pertinente (o lusinghiere).
- non permettere commenti. Pubblicare dei post e non permettere dibattito.
A questo punto consiglio l'abbandono del blog come piattaforma e l'apertura di una mailing list, per iscritti scelti, a senso unico (cioè si riceve la email ma non si ha la posssibilità di rispondere).
E perché non vado a scrivere questo sul blog in questione? Perché sono in una fase della mia vita in cui sto evitando lo scontro, l'aggressione, la litigata gratuita ad ogni costo.
Ovviamente commenti accettati e non saranno moderati.

10 Comments:

At 7:43 PM , Blogger Assu said...

Ehi, cara, chi è che ti ha fatto incazzare così? Dimmelo che vado a postare un commentaccio!
:)

In realtà (è una riflessione che ho fatto qualche giorno fa, a seguito di un episodio che conosci), penso sia giusto, in fondo, decidere se e chi possa commentare. Beninteso, io non lo farei, tanto che ho aperto il mio blog a tutti, anche agli anonimi. Però è un diritto che ognuno deve potersi riservare.

Da un po' di tempo, prima di postare un qualsiasi commento su un qualsiasi blog di persone (sia conosciute che sconosciute) o che non siano prima loro passate da me (questo lo leggo un po' come un invito implicito) scrivo in privato chiedendo se gradiscono la "visita". In fondo, quando si va a casa di qualcuno, non si fa forse una telefonata per avvertire?

ciao e, a proposito, c'è invece, di là da me un post nuovo che è rimasto solo soletto. Mi devo arrendere all'evidenza: non gliene frega a nessuno dei miei voli. :(

 
At 10:03 PM , Blogger angelo said...

Io per molti anni ho cercato di evitare gli scontri con le persone che in qualche modo mi facevano paura (non gli orchi, ma per esempio chi rappresentava il Potere). Poi sono passato ad una fase in cui litigavo un po' con tutti, bastava che mi stuzzicassero. Finalmente sono giunto al punto che faccio quello che mi sembra giusto e non mi preoccupo più di tanto dei problemi che si fanno gli altri. Può essere un atteggiamento giusto o sbagliato, non lo so e non me ne importa: per me è giusto. Se qualcuno (come è capitato di recente) si sente offeso, me lo faccia notare e io verificherò quyello che ho detto per vedere se per caso aveva ragione. Ma siccome capita ben di rado, di solito rincaro la dose.

Non lo faccio per aggressività o prepotenza, ma perché alla mia età sono stufo di ipocrisie e false gentilezze: mi piace parlare chiaro e sentire gli altri che parlano alla stessa maniera, anche discutere animatamente o scontrarci in perfetta buona fede e poi finire insieme a berci un buon bicchiere di vino (ok, Jane, whisky...).

Siccome il mondo è vasto e la gente varia c'è sempre chi si offende, chi protesta, chi si indigna... Bene, come hai detto tu, che metta degli sbarramenti e accetti solo i commenti positivi. E' un po' come uno che parla solo con chi gli dà ragione: dopo un po' si trova a discutere con lo specchio.

 
At 11:02 PM , Blogger Assu said...

Personalmente mi sono rotta di dover giustificare sempre le mie reazioni.

Molti scrivono per il gusto di raccontarsi e ignorano totalmente che dall'altra parte il messaggio arriverà dopo una serie di "intoppi", fra i quali - non da poco - il vissuto di chi legge, il suo modo di essere, di pensare, eccetera. E troppo spesso si dimentica che se chi ascolta/legge non ha capito è perché chi comunica/scrive non è stato chiaro o sufficientemente chiaro.
Ci incazziamo con chi ci risponde e spesso dovremmo incazzarci con noi stessi.

In ogni caso, sempre meglio ottenere il consenso prima di entrare in un blog oppure leggere un po' dei commenti già postati per vedere "che aria tira". In fondo mica è un lavoro, no? Se non ti piace l'ambiente, con un clic sei da un'altra parte.

Ciao

 
At 9:37 AM , Blogger Bhuidhe said...

Assu: è utile per tanti il fatto che la maggior parte dei blogs permette la possibilità di moderare o bloccare i commenti. Ne sa qualcosa Antonio che è stato perseguitato da un'idiota.
Credo sia una scelta di ognuno. Non ho bisogno di fare questa scelta per ho un "readership" più o meno di 5, e sono tutte persone affidabili, intelligenti, e se non si trovano d'accordo con ciò che scrivo, non viene comunque mai a mancare la fiducia di base.

Il fatto fondamentale che fai presente - che l'intoppo può derivare dal modo in cui uno si esprime oltre che da qualche problema interpretativa del lettore, dovrebbe essere tattuato all'interno delle palpebre di ogni scrittore, insegnante, pubblicitario, communicatore di qualsiasi tipo.

Angelo: sì, l'idea di voler plasmare e/o "educare" chi ci commenta per essere appaganti e basta, per avere dei commenti a nostro immagine (scrivi quello che ti dico e non quello che pensi)e non all'immagine del commentatore stesso (a volte semmai PIU' intelligente, informato e ponderato di noi) mi fa rabbrividire. Ma non è proibito, e a differenza della vita lì fuori nel mondo, la modalità del blog ti permette di fare ciò che vuoi, accettare o cestinare in perfetta autonomia. Grazie del whisky!

 
At 10:21 AM , Blogger Antonio from Italy said...

Il blog è il diario di ognuno di noi, ognuno dentro ci scrive quel che vuole. Ovvio che fa davvero piacere se qualcuno passa e lascia una sua opinione al riguardo, basta che non si arrivi agli insulti, perchè il blog è uno spazio privato, una specie di casa, e a nessuno piace essere insultato in casa propria. Passi farlo in luogo aperto, come un Newsgroup, ma in privato dà più fastidio.
Agli inizi della mia carriera di blogger ricevevo 1 o 2 commenti per post, a volte nessuno. Per me era la normalità. Quando ne ricevevo 5o 6 o addirittura 10 ero contentissimo.
Da qualche tempo a questa parte, non so per quale fenomeno strano, i commenti al mio blog sono arrivato a cifre inaspettate, addirittura oltre 40 in certi casi.
Credo che ci sia il rovescio della medaglia di questa situazione favorevole. E' che i tuoi visitatori a quel punto si aspettano post sempre più di qualità e il rischio di deluderli è sempre più forte...

Bhuidhe, sul mio blog ti ho lasciato due righe di spiegazione sul piedino e sul pedone ;-)

 
At 10:54 AM , Blogger Bhuidhe said...

Antonio: grazie per le precisazioni!! :-)

 
At 12:05 AM , Blogger Assu said...

Sono stata sul blog "indagato" e ho postato un commento. D'altro canto la signora esorta ogni commentatore generico a scriverle e così mi è parso di non invadere la privacy di nessuno. Inoltre i commenti sono moderati e pertanto...

Ho risposto così:

In genere non irrompo in un blog sconosciuto sia perché fondamentalmente non m’interessa leggere tutto quel che c’è in giro nel web, sia perché preferisco commentare ciò che capisco e apprezzo. Non soffro del mal di partecipazione, o forse ne soffro così tanto da sentire la necessità di disintossicarmi. Ma questo tuo post sta facendo il giro e non si riesce a star tranquilli senza che qualcuno non rimandi a te, con la domanda: cosa ne pensi? E qui che, a mio avviso, c’è la vera riflessione, B.J. Fondamentalmente, anche quando alla fine del post non inserisci quella domanda, essa si installa automaticamente nelle teste dei lettori: Cosa ne pensi? E il pensiero è una cosa individuale. Prescinde da ciò che hai scritto, da ciò che pensi tu e, soprattutto, da ciò che vorresti sentirti rispondere, dalla piega che vorresti per la discussione che ne consegue. Mi piace immaginare le parole come perline colorate che si infilano l’una dietro l’altra: se sei solo tu a costruire la collana puoi scegliere la sequenza dei colori, se invece decidi di costruirla insieme ad altri, allora la logica cromatica sequenziale cambia. È così per una conversazione. E menomale, mi viene da aggiungere. Personalmente aborro il pensiero univoco, lo trovo piatto e monotono, come una canzone intonata solo sul la. Ascolteresti una sinfonia composta di una sola nota? La considereresti una sinfonia?
Un vecchio amico, uno scrittore anche piuttosto noto, una volta mi ha detto: “Ti meravigli che il mondo non giri nel verso in cui lo vedi girare. Sei sinceramente stupita che la gente non la pensi come te.”
L’ho trattato malissimo, l’ho fatto soffrire molto, ma ti posso garantire che quelle parole mi hanno accompagnata per il resto della mia vita. Le ho custodite in me fino ad oggi. Ti faccio dono del loro significato.

Ti auguro di trovare ciò che vuoi.
Un commentatore generico.

 
At 12:15 AM , Blogger matteo said...

Sai, Jane, l'idea che i commenti possano essere moderati o bloccati continua a sembrarmi incompatibile con le ragioni per cui uno dovrebbe avere un suo blog.
Nonostante non sia per nulla esperto in materia, sono anche convinto che il blogger abbia una responsabilità maggiore rispetto a chi commenta se la discussione scade o finisce in un vicolo cieco.
Certo, il molestatore o lo psicotico spuntano ovunque, dai blog letterari fino a quelli che parlano di macchine o di gossip, e in casi simili capisco che si debba mettere un freno.
Ma finchè la discussione rimane su binari civili, un blogger di solito ha i commentatori che si merita.
Una cosa è certa: da commentatore saltuario, mi sono imposto di non cedere più alle mie incazzature.
In passato ci sono state almeno un paio di occasioni in cui mi sono pentito di essere intervenuto in un forum: invece di trovare un terreno comune con l'autore del post ero riuscito solo a urtarne la suscettibilità.
Oggi, se mi imbatto in qualcosa che mi fa incazzare faccio un bel respiro e passo oltre. Ho smesso, non ci casco più :-)

 
At 9:03 AM , Blogger Bhuidhe said...

Assu: facci sapere se ricevi una risposta. Per rimanere un pò più sul generico (non è un argomento Importante ma è Interessante):
mi interessa un quesito che qualcuno da qualche parte si è posto: "come faccio ad avere soltanto commenti che mi fanno piacere?"
L'unica risposta che posso pensare è: fai un blog come mio, che più che un blog è una chiacchierata intorno al tavolo in cucina - le persone che leggono qui starebbero tutti commodamente nella mia vasca da bagno. Non scrivere nulla di particolarmente intelligente, importante o contenzioso. Un bloghetto e non un blog agonistico. Altrimenti, se deve essere soltanto uno strumento di appagamento, un vibratore piuttosto che un blog, chiudilo al pubblico e apri su un altro piattaforma, tipo Vox, che permette blog privati accessibili soltanto a chi ha la password, e possono essere anche 100 persone. Tutto lecito, non è un lavoro, si può anche farlo per puro piacere e chiedere puro piacere. Non è un reato.

Matteo: decisione saggio! A cosa servono le incazzature su cose così? Certo, io per esempio non ho il problema: ho una manciata di amici che vengono a leggere e sono tutti cari e indulgenti. Dal momento che uno diventa "professionista" del blog e si pone come "Personaggio", la cosa diventa più problematica, e probabilmente lì la moderazione aiuta ad evitare il disturbo da certe persone che sappiamo benissimo frequentino Internet. Porsi pubblicamente su Internet e poi stupirsi che qualche stronzo o pazzo capita è un pò irrealista. Suppongo che ognuno abbia le sue criterie. Io non filtro e non modero, ma non permetto commenti anonimi. Per modo di dire, chiunque si può fare un account "Pincopallino" e postare e a meno che non minacci cose terribili non andrò mai dai Carabinieri con suo IP.

 
At 7:59 PM , Anonymous Anonymous said...

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