Addio Menotti, Laird of Yester

Se n'è andato Giancarlo Menotti, grandissimo compositore, e anima del festival di Spoleto, uomo del talento profondo dotato dell'energia e la generosità necessarie per far emergere anche il talento negli altri. Sui giornali e su Internet si potrà leggere tanto di lui e la sua carriera.
Qui vi posso raccontare un pò l'uomo energico, aperto, bonario, generoso, che è diventato laird ("signore") di una bellissima tenuta scozzese, Yester, nel paesino di Gifford dove da bambina giocavo, andavo a cavallo, salivo sugli alberi, pescavo con un bastone e pezzo di spago (mai preso niente, strano) e costruivo dighe nel fiume, e da dove tornavo a casa sempre conciata da mandare in tintoria. Ad agosto di quest'anno ero lì, nel parco accanto al cancello d'entrata alla tenuta, a parlare di Menotti ai miei bambini mentre mangiavamo dei tramezzini.
Menotti, a differenza di tanti "forestieri" non ha mai cercato di cambiare la storica casa in qualcosa più di suo gusto. Ha fatto di tutto per far emergere il suo splendore innato, naturale. I suoi intenti "onorevoli" sono stati subito capiti, apprezzati e assecondati dalla gente del paese. Con loro è sempre stato disponibile, attento, aperto. Dava una mano qui e lì. Piccoli progetti qui, un suggerimento per un figlio musicale lì. Ogni Natale faceva una festa nella casa per tutti i bambini del paese, e tutti tornavano a casa con un bel regalo da parte di "Mr McNotty".
Era un posto poi storicamente giusto per un compositore: Gifford sta ai piedi dei Lammermuir, luogo di fama Donizettiana (la storia di Lucia di Lammermuir è tratta da un romanzo di Walter Scott). Se guardate qui, o qui, magari capirete l'impatto sull'anima grandiosa di Menotti oltre a quella piccolina di una bambina che ci vagava per giornate intere. (E capirete perché ogni tanto soffro di sensi di claustrofobia nel pur carino varesotto). E' un paesino pieno di magia e leggende. In un prossimo post vi racconto la storia che piaceva tanto a Menotti, le leggenda del fondatore del paese, Sir Hugh de Gifford, e il goblin.
Un uomo grande che ha saputo entrare in una piccola, semplice communità e farsi amare. **********************************************************************************
Giancarlo Menotti has died. A great composer, life and soul of the Spoleto Music Festival, he was a man of immense talent who also had the energy and the generosity to work continuously on helping new talent to emerge.
Giancarlo Menotti has died. A great composer, life and soul of the Spoleto Music Festival, he was a man of immense talent who also had the energy and the generosity to work continuously on helping new talent to emerge.
For general information about his life and career there is abundant material in the newspapers and on Internet. This post is about the lively, open, friendly, generous laird of a beautiful Scottish estate, Yester, on the edge of the village of Gifford , where a certain little girl used to play, ride ponies, climb trees, go fishing with a stick and a piece of string (never caught anything, wonder why?) and build damns in the river, returning home wearing more mud and dirt than a field of cabbages. This August I was there, sitting in the park at the gates of Yester House, telling my children about Giancarlo Menotti and eating sandwiches.
Unlike many "outsiders", Menotti never tried to alter or change the house to fit his own ideas, taste or conception of what it should be. He did everything to renovate it, to return it to its own splendour, dignity and identity. His "honourable" intentions were immediately perceived, appreciated and supported by the villagers. He was always there for them. He helped out a little here, offered a piece of advice for a talented youngster there. Every Christmas he gave a party in the house for the village children, and they all went home with a lovely present from "Mr McNotty".
Historically, it was a good place for a composer. Gifford is on the edge of the Lammermuir, of literary and operatic fame: from Walter Scott's novel came Donizetti's opera Lucia di Lammermuir. If you look here or here, perhaps you'll understand the impact of this place on the great creative soul of Menotti, as well as on the rather smaller one of a little girl who used to wander about on these hills for days on end. (And perhaps you'll understand why she occasionally suffers from a sense of claustrophobia in the Varesotto, pretty as it is). Gifford is a village of magic and legend. In another post I'll tell you the story that Menotti liked, of the founder of the village, Sir Hugh di Gifford, and the goblin.
A great man, who entered effortlessly into the affections and respect of a small rural community.





6 Comments:
Mi dispiace che sia morto Menotti, un uomo di profonda cultura e umanità. La sua interazione con la realtà scozzese è emblematica del suo spirito rispettoso dell'ambiente.
"Ambiente" nel senso di identità storica di un luogo e dei suoi abitanti, che esiste in quel modo perché così si è sviluppato negli anni e del quale fanno parte anche i ricordi, la memoria.
Belle le foto, vastissimo l'orizzonte per noi italiani abituati a vivere in un pezzo di terra e a darci gomitate con il vicino di casa.
Bello quello che scrivi della capacità di quest'uomo di entrare nell'anima degli antichi abitanti della contea e farseli amici.
Mi piace immaginare che si sia spento in pace, in armonia con la natura e con il mondo.
...che bella l'erica fiorita!
(mi disconosce)
Roses are red
violets are blue
I am a schizophrenic
and so am I
angelo: un'altro esempio di come le belle (come le brutte) qualità sono internazionali, cioè umani.
Giulio, Zu: tutto a posto? Vi sentite bene? C'è niente che posso fare per voi...?
In Italia il termine giusto per questo tipo di persone è "Signore", corrispondente non all'inglese "Mister" ma piuttosto a "Lord".
Ma c'è una parola che rende ancor meglio l'idea: "Gentiluomo".
Una vita lunga, nobile e passata sulle ali della musica.
Da invidiare.
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