Tuesday, June 19, 2007

Uno Zaino di Ricordi


Oggi mi sono messa a frugare in un armadio che apro mediamente tre volte all'anno, per trovare un oggetto vecchio e piuttosto consumato e sporchino.
Lo zaino grigio e blu che conteneva tutto ciò che possedevo al mondo aparte:
1. la TV appena vinta in una lotteria di beneficenza prontamente regalata ai genitori (ma si può vivere 4 anni senza una TV e vincerne una ad una settimana dalla partenza???)
2. i miei libri che non starebbero in una Fiat Ducato e che tutt'ora stanno a casa di mia madre
quando in data 11 settembre 1989 (anche voi italiani avete avuto il vostro 11 settembre, lo sapevate?) sono arrivata alle ore 17.35 all'aeroporto di Malpensa sperando di trovare il Sig. G C, mio datore di lavore, che mi avrebbe condotto al posto dove avrei dormito con indicazioni su come arrivare sul posto di lavoro il giorno dopo.
Lasciamo stare le emozioni di chi ha 22 anni e lascia ogni cosa, quello che oggi mi ha investito era un senso surreale del tempo.
Ho frugato per lo zaino perché serve a Secondo Genito, che va a fare la prima vacanzina senza genitori della sua vita. Io mi vedo poco più di adolescente in quel zaino (che conteneva tutto quello che avevo) ed eccolo appoggiato alla porta contenente il necessario per una gita di 2 giorni in rifugio con il campo estivo di mio figlio (mio figlio!!! Ma ci si abitua mai???).
Mi fa venire le vertigini.

5 Comments:

At 9:36 PM , Blogger angelo said...

Se consideri che io non riesco a rapportarmi correttamente con mio figlio, che di anni ne ha 24!

Ricordo la prima volta che è partito per un soggiorno estivo, in un ambiente iper-controllato... che emozione e che senso di perdita!

In un battito di cicgli sono passate le elementari, le medie, il liceo e l'Università, che sta finendo... Io so di essere invecchiato ma non mi sento così, anzi, sento di avere più energia che a 20 anni.
I ricordi sono momenti dolci, ma è il presente quello che conta, e il presente è che tu affidi un tuo oggetto caro ad una delle persone a cui vuoi più bene. E' più che una soluzione di conmodo, è quasi un passaggio di consegne :-)

 
At 10:16 PM , Anonymous sabrina said...

No, temo che non ci si abitui mai. O forse si fa l'abitudine alla vertigine, non so...

 
At 12:44 AM , Blogger ASSU said...

Benvenga la spontaneità.
Non ci si abitua. Certo, si recita il ruolo della "mamma moderna", ma ogni partenza (e non solo quelle fisiche, io sono alle prese con la figliola innamorata!) un po' ci disorienta. Poi, però, ci si ritrova sempre a casa, no?
Buon viaggio al primogenito.

Una nota sullo zaino: io non ritrovo manco la borsa che ho comprato l'anno scorso, come cavolo fai ad avere ancora quello zaino. E soprattutto a ricordarti dov'è? Sei unica!

Baci.
Assu

 
At 7:29 PM , Blogger Bhuidhe said...

Angelo: lo so, sono già al punto di dire cose terribili tipo: "mi raccomando Primo, bada a tuo fratellino mentre siete via" eppure mi sembra ieri che Primo scalciava nella carozzina con la sua tutina!

Sabrina:sì, probabilmente è come hai detto tu. Non so quanto si riesce a "diventare" qualcosa dopo che la nascita della coscenza ci vede identificarci come bambini. Altro sembra surreale. Adulto io? Ma non erano quegli esseri che sapevano tutto...?

Assu: Pura fortuna! Primo ha portato lo zaino di papà (ancora in ottime condizioni, ha fatto soltanto un paio di campeggi) mentre Secondo è partito col mio che gli arrivava praticamente a metà stinco. Che ridere!

 
At 10:51 AM , Blogger Anathea said...

Parole così scaldano il cuore.
Avevo anch'io uno zaino che mi ha accompagnata in tutti i viaggi importanti, all'estero, le vecchie gite e tutti i giorni del liceo. Tristissimo scoprire che te lo hanno rubato in spiaggia, appena hai voltato l'occhio.

Bel blog!

Anathea

 

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