Friday, February 23, 2007

Concorso di qualità

Benvenuti nel paese che ha dato i natali a Dante, Bocaccio, Petrarca, Manzoni, Leopardi, Tomasi di Lampedusa, Luigi Bolognini.

Diversi post fa ho fatto un uso svergognatamente personale di uno sfogo su questo blog (che poi è mio) lamentandomi delle traduzioni insopportabili che mi tocca vedere in giro ogni giorno. Poi mi sono sentita (un pò) meglio.

Troppo presto...

Su gentile segnalazione, ecco a voi il nuovo sito (di qualità immagino) di "un paese di qualità": paese che non contempla nemmeno un budget per un traduttore decente o un correttore di bozze alfabetizzato (nonostante ne abbia alcuni dei migliori al mondo), dal momento che la homepage soltanto, che vanta meno di trenta parole, ostenta ben tre errori nell'inglese.

Due, se generosamente accettiamo che una maiuscola potrebbe essere una scelta di eleganza, stile e classe. Forse.

Quindi il concorso di qualità: trovare e segnalare gli altri due orrori.

1° premio: una visita guidata al sito
2° premio: due visite guidate al sito
3° premio: non prevedo che più di due persone leggano questo post.

Qualsiasi errore in questo post è da attribuire interamente al suo autore pigro e disattento.

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Welcome to the country that gave the world Dante, Bocaccio, Petrarch, Manzoni, Leopardi, Tomasi di Lampedusa, Luigi Bolognini.

A few posts ago I made a shamefully personal use of this blog (well it's mine!) letting off steam and ranting about the shocking state of the translations I have to see around me every day. I felt a little bit better after that.

Alas, too soon.

Thanks to a colleague, I am able to bring you the new "quality" site of "a country of quality": a country which evidently prefers to skimp on translators and literate proofreaders. Which is a pity since it boasts some of the best in the world. The homepage of this site offers not many more than thirty words, many of them in English. Sadly these include three howling errors. One of which we will let pass as it could be a capitalisation bringing a nuance of class and elegance. Maybe.

And so now we come to the competition of quality: spot the errors.
1st prize: a guided tour of the website

2nd prize: two guided tours of the website
3rd prize: I hardly think more than two people will read this stuff.

Any errors in this post are entirely the fault of its careless and sloppy author.

15 Comments:

At 3:58 AM , Blogger Assu said...

Enter in Italy in
questo è sicuramente un bell'esempio di inglese maccheronico, di pessima web communication (giacché è consolidato l'accesso attraverso la citazione della versione: english, deutsh, eccetera.

Ma, questo sito è ancor più vergognoso di quanto tu stia facendo notare. Lo vedete quell'orrore su in alto a sinistra? IT tricolore. La cosa tricolore. Beh, quello è il nuovo logo studiato come immagine rappresentativa dell'Italia nel mondo, il simbolo del turismo italiano, costato € 100.000,00 (che per non sbagliare, corrispondono a duecentomilioni delle vecchie lire), ed elaborato dall'agenzia Landor Associates (risultata vincitrice del concorso indetto dalla Presidenza del Consiglio).

A proposito di tale logo, ho commentato in questo modo, nella protesta che si leva da tutta l'Italia della buona creatività:

In tanti anni di accounting ho imparato a non “giudicare” la creatività, ma ad “esprimere dei pareri”. Per farlo, ovviamente, occorrerebbe avere per le mani il briefing e il de-briefing e quindi, poter constatare, quali sono gli obiettivi di comunicazione che i creativi hanno seguito. In mancanza proverò a fare un ragionamento al contrario, partendo dal risultato. Posso presumere, ad esempio, che sia stato innanzitutto chiesto ai creativi di utilizzare un segno grafico “pulito” – per distinguerci nel marasma di segni grafici europei. Non sono certo più gradevoli i loghi della Grecia, della Spagna o anche della Francia, alla quale si deve tuttavia riconoscere un certo savoir faire rispetto al payoff, Maison de la France, che rievoca la storia degli atelier e delle mannequin, ma anche dello champagne e quindi di canali francesi noti e apprezzati in tutto il mondo. Ciò che, a mio avviso, manca in questo logo sono proprio la storia e un canale immediatamente riconoscibile e riconducibile all’Italia. Avrebbe potuto essere quello della moda, ma anche – perché no? – quello del gusto, o della rilassatezza tipica italiana (così compiendo quel miracolo che noi account chiediamo sempre, vale a dire trasformare un minus in un plus).

Senza esprimere giudizi sulla creatività (a chi lo fa con tanta irruente facilità vorrei chiedere di provare a proporre un logo alternativo, perché – come dico ai miei collaboratori e stagisti – mai dire non va bene se non si ha già il meglio in tasca, mai dire brutto se non si ha già il bello in mano), penso di poter affermare con una certa dimestichezza, almeno tre cose:

Uno: si è percorsa la strada più semplice, veloce e ahimè più banale per esprimere il concetto di italianità: il tricolore. Scontato, come lo sarebbe un logo che riportasse l’immagine di un piatto di spaghetti rossi, bianchi e verdi.

Due: non si è tenuto conto della declinabilità del logo. Non ho bisogno di fare un test con photoshop per capire che non funziona su sfondo colorato perché si determina uno sgradevole affollamento cromatico. Non per nulla nella presentazione il logo è declinato esclusivamente su sfondo bianco. Né occorre un test per capire che non funziona per nulla in negativo, come sempre accade quando si punta sul colore piuttosto che sull’icona.

Tre: non funziona senza il payoff perché non vi è riconoscibilità dell’Italia che, convenzionalmente, nella rappresentazione grafica è uno stivale. Ma qui per vedere lo stivale occorre fare uno sforzo enorme. E sullo stesso payoff: L’Italia lascia il segno, c’è senz’altro da dire che probabilmente il concept di partenza era “la firma”, intesa non solo come brand/moda ma anche come ricordo (bel Paese=bel ricordo). Però - e mi fa specie che il copy non ne abbia tenuto conto – nell’immaginario collettivo “lasciare il segno” è spesso collegabile a una percezione negativa.

Se vuoi aggiungere anche le tue lamentele, fammelo sapere che ti dico dove andare a commentare.

Baci.

 
At 10:37 PM , Blogger angelo said...

Che bello poter giudicare con assoluta incompetenza! Così posso sbilanciarmi e dire quello che penso senza preoccuparmi di fornire giustificazioni...

Intanto come prima cosa, cliccando su una qualsiasi lingua, leggo come notizia "grande successo del portale italia.it presentato da Rutelli". Questo già spiega molte cose, in quanto Rutelli non ne ha mai fatta una giusta, quindi...

Il logo sinceramente fa schifo (detto da incompetente, eh!) ma questo non è un grande problema...

Capita che quando si gioca con questi disegnini uno faccia delle prove e magari qualcuna viene fuori un po' strana...
Poi la gente è maliziosa, ci scherza sopra... Assu, vuoi dire che a chi ha fatto questa cosa hanno dato centomila lire? No, vero? Anche perché sarebbero soldi nostri, e questo mi fa venire in mente i tagli che vengono fatti alla spesa sociale per risparmiare...

Poi il portale è chiaramente in costruzione: vuoi che navigando all'interno del sito in qualsiasi lingua le istruzioni per l'accessibilità siano sempre in italiano?

Però belli i paesaggi? Dici che non li hanno fatti loro, che esistevano già? Ma allora cosa hanno fatto?

E, soprattutto: Quanto ci è costato tutto questo?

Chissà se Grillo ne ha ancora parlato...

 
At 10:55 PM , Blogger angelo said...

45 MILIONI DI EURO ???

Scusa il nuovo posto, scusa il maiuscolo e scusa il grassetto, ma
45.000.000 di euro, novanta miliardi di lire? (http://www.munia.it/linfac/)

Sincveramente non ho parola: ma che se ne vadano tutti a casa al più presto, subito è ancora meglio!

 
At 12:19 AM , Blogger Antonio from Italy said...

Non ho ben capito, vuoi dire che in quella homepage ci sono 3 errori in inglese?
Dunque, a parte "Enter in..." e "Stay in touch..." non mi sembra di vederne altri.
Le parole "italy" in minuscolo e "Newsletter" in maiuscolo non so se contarle come errori.

 
At 12:28 PM , Blogger Bhuidhe said...

Assu: interessante leggere i tuoi commenti da chi fa il mestiere. Mi piace la tua linea di criticare soltanto ciò che sei in grado di fare, quindi mi sono trattenuta e ho commentato soltanto l'inglese (che so masticare un pochino).

Angelo: ho letto da qualche parte una cifra peggiore: 100,000 euro. Da controllare, ma è deprimente.

Antonio: il premio è tuo: stay in touch va bene, ma le altre tre cose sono infatti errori. Newsletter con la maiuscola potremo anche fare passare per una scelta stilistica, ma Italy senza la sua maiuscola non va, e certamente non "enter in", errore da classe di principianti e non ammissibile su un sito nazionale ufficiale. Avrebbero dovuto chiamarti.

 
At 7:49 PM , Blogger Zu said...

centomila euro è costato il logo

quarantacinque milioni di euro l'intero sito
(45 milioni, sì)

 
At 8:36 PM , Blogger angelo said...

Si, l'avevo visto su http://www.munia.it/linfac/ e cercavo di scherzarci su... sai come diceva Guccini: "Diciamolo per dire, ma davvero/si ride per non piangere perchè..."

E pensa che mancando il pay off gli avranno fatto pure lo sconto!!!

Vabbè, mi fa piacere per Assu, che se tanto mi dà tanto, per meno di un milione di euro un servizio di accounting non glielo farà nemmeno vedere! :-)

 
At 11:18 PM , Blogger Antonio from Italy said...

Oops, avrei pensato che "keep in touch..." fosse meglio di "stay..."
Comunque gli errori continuano anche nelle pagine successive, le avevo viste ieri sera.
Ad esempio:
"Red Hot Chili Peppers at Udine"
AT invece di IN...

E poi mi chiedo che giudizio ha un madrelingua inglese degli italiani quando storpiano le pronunce di nomi e parole inglesi in radio e tv.

 
At 9:18 AM , Blogger Bhuidhe said...

Zu: grazie delle precisazioni. Sei una specie di Oracle internetiano. :-)

Angelo: infatti, hai idea quanto mi ha costato questo template per il blog da Assu? Ho dovuto vendere i bambini.

Antonio: va benissimo quello che dici tu, keep in touch. Diciamo che generalmente nella vita non mi infastidisco per pronunce storpiate più di quanto non faccio in GB, ma in tutti e due i casi mi da un pò fastidio vedere persone strapagate per parlare in TV che non prendono i 3 minuti necessari per informarsi su la pronuncia corretta di alcuni termini. Anche con un lieve accento italiano, che è sempre charmant e carino.

 
At 5:36 PM , Blogger Assu said...

Gare pubbliche=Denaro pubblico.
A voi la riflessione.

 
At 9:33 PM , Blogger Zu said...

A quanto pare anche la parte in tedesco è ridicola.

 
At 8:18 AM , Blogger oakleyses said...

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At 8:20 AM , Blogger oakleyses said...

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At 8:23 AM , Blogger oakleyses said...

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At 8:27 AM , Blogger oakleyses said...

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