Tuesday, September 23, 2008

Troy Davis - no tomorrow

Esecuzione oggi ore 19 ora locale Stato di Georgia (ore 1 del 24 settembre in Italia). Ho scritto al Consolato americano a Milano chiedendo una spiegazione logica e razionale di questa decisione. Risponderanno che sono lì per sbrigare pratiche di vise e non sono pagati per avere delle opinioni. Non so più che cosa fare.

Execution scheduled this evening at 7pm, local time Georgia, USA (5 hours behind GMT). I've written to the Consulate in Milan asking if they have a logical and rational explanation for this decision. I expect an answer explaining that their job is to handle visas and passports, not to have opinions. I don't know what else to do.


To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death.
Out, out, brief candle!
Life's but a walking shadow, a poor player,
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.

Domani, domani, e domani
si arranca in una vuota pace
fino all'ultima sillaba del tempo prescritto
e tutti i nostri ieri hanno illuminato a degli sciocchi
la via per la morte polverosa.
Spegniti, spegniti breve candela.
La vita non è che un ombra che cammina.
Un povero attore, che si agita e pavoneggia per un'ora sulla scena
e poi nessuno più l'ascolta.
E' un racconto narrato da un'idiota,
pieno di strepito e di furore.
Che non significa niente.

Macbeth Act V, Scene V

4 Comments:

At 9:15 AM , Blogger angelo said...

Ho seguito anche io la vicenda di Troy Davis (cioè, ho firmato i vari appelli di Amnesty, non di più) e assisto con tristezza a questo che sembra l'epilogo della sua vicenda.

C'è qualcosa di spaventoso nell'assassinio di stato, qualcosa di rivoltante, ed è il senso di esserne complici.

Il brano di Shakespeare è sconvolgente... una cosa è ascoltarlo a teatro, nel contesto dell'opera, un'altra è pensare che la candela che si spegne è una vita umana su cui è stata apposta una data di scadenza

 
At 3:03 PM , Blogger Bhuidhe said...

Angelo: non riesco a capacitarmi alla cosa. Non dico che non provo empatia e pietà per la famiglia e gli amici di una vittima, non dico che sono anti-giustizia, ma sono anti "giustizialismo", vendetta, uccisione fredda e pianificata. Chi uccide spesso è in mezzo a un raptus, o è folle. Non significa che la deve fare franca, ma non è mille volte peggio ripagare con un'uccisione deliberata e ponderata?

In ogni caso, ho dei fortissimi dubbi che mentre scrivo un uomo innocente sta abbracciando i suoi famigliari, aspettando le sue ultime ore, prima di essere messo a morte davanti alle facce ghignanti di chi crede che così il debito è pagato, il morto è venidicato.

E invece io temo che il morto innocente sarà soltanto raggiunto da un altro morto innocente, e chi deve pagare è a piede libero.

E lo Stato non sta facendo nulla per far giustizia.

Sono i momenti che mi dispiace essere atea, perché pregherei con tutta la mia forza. Se questo, che rischia di essere un assassinio, va avanti, spero solo che serva a far riflettere tutti. E spero che le nostre firme (non potevamo fare molto di più) possono essere di un qualche sostegno a quest uomo in queste ore, e alla sua famiglia nel futuro.

 
At 10:27 PM , Blogger angelo said...

Sai, il punto non è se Troy sia colpevole o innocente, il punto è la terribile barbarie della condanna a morte.

Le esecuzioni non possono essere giustificabili da nessun punto di vista, come la storia della criminalità e le statistiche dimostrano, né come misura dissuasiva né come risparmio, visti i costi enormi del baraccone necessario a tenerla in piedi.

Non può essere invocato lo stato di necessità né la consolazione per le famiglie delle vittime...

Lo Stato si arroga un diritto divino, perché altro non può essere, e nel nome di un giustizialismo feroce si permette di distruggere ciò che lui non ha creato.

La morte non è di per sé una tragedia, è l'uccidere che la rende spaventosa. Io credo che ogni persona - e specialmente ogni cittadino di quei paesi in cui la pena di morte è in vigore - deve sentirsi personalmente responsabile se non fa qualcosa per impedirla.

 
At 7:25 PM , Blogger Bhuidhe said...

Angelo: più che d'accordo con ogni parola!

 

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