Sunday, May 25, 2008

I rifiuti


Altre foto assolutamente da guardare qui segnalate da Angelo, e una testimonianza segnalata da Dario:

NAPOLI - Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in unliceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza sugli scontri di ieri sera a Chiaiano:

"Io sono nata in quella zona -ci ha raccontato per telefono- ma nonabito più lì da tempo.Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri seraero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, unascintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".

Ecco il racconto della professoressa Di Guida"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che èaccaduto.Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con lapolizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".

"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie difinanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donnedi ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili -davanti agli occhivedo ancora le loro mani alzate-che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi lapolizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere inavanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi,colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali,c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.La loro avanzata non ha risparmiato nessuno.Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono statespinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mirestano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura,trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto,livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva -invece- contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare"."Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti.

Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 personeerano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto.Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".


Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)

3 Comments:

At 7:52 PM , Blogger angelo said...

Grazie per aver pubblicato le foto e il testo segnalato da Dario.

Il fatto è che bisogna distinguere nettamente tra il problema dei rifiuti in Campania, problema complesso ma assolutamente da risolvere in loco, con il ritorno all'uso della brutalità da parte dello Stato, una cattiva abitudine che in Italia non è mai stata persa da forze dell'ordine che hanno spesso l'ideologia fascista come matrice ideologica.

E' una assurdità in un Paese civile e va assolutamente combattuta ed estirpata, perché le varie polizie devono essere al servizio dei cittadini e devono riscuoterne la fiducia, cosa che in Italia è lontanissima dall'avvenire, e con ragione.

 
At 12:30 PM , Blogger Bhuidhe said...

Angelo: totalmente d'accordo. L'energia buttata dentro la carica è stata spesa male, magari chi ha la responsabilità di trovare la soluzione per lo smaltimento dei rifiuti potesse trovarla e usarla.
Il manganello per una questione di discariche è del tutto anomalo e inaccettabile come comportamento in un cosidetto paese sviluppato.

 
At 3:54 PM , Blogger angelo said...

Si, cosiddetto, spesso anche sedicente.

 

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